giovedì 19 novembre 2015

LE LUCI DEL NATALE A NEW YORK: DYKER HEIGHTS


Molte città danno il meglio di sé durante il periodo natalizio e New York è senza dubbio una di queste. Trascorrere il Natale nella Big Apple è decisamente magico, quasi un sogno. Anche molto commerciale eh, ma indubbiamente suggestivo e a tratti anche emozionante. La città viene pervasa da un’atmosfera allegra e incantata grazie ai cori e alle musiche tipicamente natalizie, ai tanti Babbo Natale che con le loro campanelle tintinnanti vi accoglieranno in ogni dove e soprattutto alle migliaia di luci che fanno scintillare quella che in questo periodo dell'anno, ancor più a ragione, si può fregiare del titolo di city of blinding lights.



Le vetrine dei negozi stupiscono con scenografiche degne di un musical di Broadway, soprattutto nei megastore di Midtown.





Avrete imparato dalla tv che durante questo periodo dell'anno i marciapiedi newyorkesi sono invasi da abeti in bella mostra per la vendita...


...infatti non c'è angolo della città che non vanti il suo esemplare luccicante...




...o carico di addobbi originali come quello del Museo di Storia Naturale...


...ma il re, l'albero di Natale più famoso e fotografato al mondo, è senza dubbio quello del Rockfeller Center.


Altrettanto nota è la pista di pattinaggio che gli fa da cornice...


...tuttavia il titolo di regina del ghiaccio spetta alla ben più ampia e scenografica distesa bianca di Central Park.


Le luci che a New York mi hanno più colpito - o forse sarebbe meglio dire scioccato - sono però quelle delle abitazioni private. Per carità, c'è anche chi addobba la propria dimora in maniera sobria...


...ed elegante anche se un pizzico megalomane (notare le dimensioni della corona, please).


C'è però un quartiere residenziale di Brooklyn, una zona benestante abitata da molte famiglie di origine italiana, dove non ci sono né pizzichi, né mezze misure e dove la sobrietà è completamente bandita. Sto parlando di Dyker Heights. Qui esagerazione è la parola d'ordine. Le sontuose ville concorrono in una vera e propria gara senza esclusione di colpi per aggiudicarsi il titolo di abitazione meglio decorata del quartiere, e per farlo in alcuni casi vengono addirittura ingaggiate aziende specializzate che per migliaia di dollari propongono allestimenti a dir poco incredibili. Oltre a cascate di luci e addobbi di ogni tipo, i veri protagonisti sono Babbi Natale, pupazzi di neve, soldatini e tante altre figure natalizie, spesso motorizzate e alte quanto le abitazioni stesse. Gli ampi giardini abbondano di colore e di allegria e di certo vantano uno dei tassi di densità di popolazione più alti del pianeta. Più di una volta io e il maritozzo ci siamo chiesti come cavolo i proprietari riuscissero ad entrare in casa! Forse in elicottero dal tetto?? Addirittura un paio di ville ospitano delle vere giostre vecchio stile perfettamente funzionanti e a dimensione naturale! Altre ancora offrono un simpatico sottofondo musicale oppure un vero e proprio concerto dal vivo dove a cantare è Babbo Natale in persona!




Questa tradizione ebbe inizio circa trent'anni fa quando due ville, situate una proprio di fronte all'altra, si sfidarono per la prima volta. Erano le abitazioni di Lucy Spata e di Alfred Polizzotto, rispettivamente al n°1152 e al n°1145 sull'84th, nel tratto all'altezza tra l'11th e la 12th Avenue. Entrambe sono ancora oggi facilmente riconoscibili anche senza indirizzo alla mano, la prima infatti detiene il primato per affollamento, la seconda detiene quello per il personaggio più ingombrante con il suo enorme Santa che di certo non può passare inosservato.




Che dire, l'atmosfera è a dir poco spassosa, anzi francamente noi ci siamo sbellicati dalle risate! E' tutto così eccessivo, in perfetto stile americano, ma comunque al di là di ogni immaginazione. Se pensate di aver già visto qualcosa di simile in tv, vi sbagliate. Qui siamo oltre.




Insomma, se siete a New York nel periodo natalizio, una passeggiata da queste parti è un must. Da Manhattan non è velocissimo arrivarci, impiegherete circa un'oretta, ma è molto semplice: prendete la linea R della metropolitana e scendete alla fermata 86th Street, da qui ci vorrà una piacevole camminata di circa 10 minuti per raggiungere gli isolati dove le luminarie natalizie vi avvolgeranno in tutto il loro splendore. In alternativa potete prendere anche la linea D e scendere alla 79th Street.



Qualche avvertenza. Ricordatevi che già il 2 gennaio luci e addobbi vengono smantellati e, mi raccomando, non fatevi abbindolare dalle decine di tour guidati che vi propongono di accompagnarvi fin qui in bus. Sapete che io sono sempre e comunque allergica alle visite stile gregge al pascolo, ma ancor più in questo caso non ha davvero alcun senso. Prendetevi tutto il tempo che desiderate per godervi questo pazzo angolo di New York. Accertatevi infine di avere la macchina fotografica ben carica. Tutto vi sembrerà talmente irreale che non smettereste mai di scattare foto, fino a quando il prezioso aggeggio e pure il cellulare vi abbandoneranno come è successo alla sottoscritta e al suo maritozzo...


Dai, dite la verità, quanti di voi stanno prendendo ispirazione per la propria umile dimora? :-)

lunedì 9 novembre 2015

LA FESTA DELLE LUCI, LIONE


Dicembre è ormai alle porte, direi quindi che è proprio il caso di cominciare a fare progetti per le numerose festività che l’ultimo mese dell’anno porta con sé. In realtà è già un po’ tardino, soprattutto per il ponte dell’Immacolata e ancor più per la meta in cui voglio portarvi oggi (io, che notoriamente mi muovo con largo anticipo, ho avuto difficoltà a trovare una doppia libera già nel mese di agosto!). Andiamo a Lione, la seconda città della Francia, per la Festa delle Luci, uno degli eventi più sentiti in tutto il Paese. 



Ogni anno per 4 giorni, che si concludono con l’8 dicembre, la già magnifica città francese si impreziosisce ancora di più grazie a decine di animazioni luminose che decorano i sontuosi edifici e i principali monumenti, esaltandone l’innegabile bellezza.




Questa danza delle luci ebbe inizio taaanti anni fa - per la precisione l’8 dicembre del 1852 - quando gli abitanti della città, in omaggio alla statua della Vergine Maria svettante sulla collina di Fourvière, cominciarono a illuminare le finestre delle proprie abitazioni con delle candele. Oggi ai lionesi si sono uniti artisti da tutto il mondo che con i loro giochi di luce incantano le migliaia di visitatori che ogni anno si riversano tra le vie di Lione. Le loro scenografie luminose, vere e proprie opere d’arte, spesso raccontano storie rese ancora più coinvolgenti da azzeccatissime colonne sonore. Come dimenticare ad esempio la musica di “Bella Ciao” che nel 2012 accompagnava lo spettacolo di luci proiettato sul magnifico teatro di Places des Celestins dove si affacciava la stanza del grazioso alberghetto in cui io e il maritozzo abbiamo pernottato? Una piacevole ninna nanna ed un simpatico tormentone anche dopo diversi giorni dal nostro rientro in patria! 


A chiudere questo magico evento ci penseranno altre luci ancora, quelle dei fuochi d’artificio che, riflettendosi sulle acque della Saona, renderanno ancora più scintillanti i ponti che l’attraversano.


La festa delle luci vede protagonista il centro storico della città, una magnifica penisola accerchiata da ben due fiumi, il Rodano e la già citata Saona. Sarà quindi inevitabile lasciarsi andare all’esplorazione del quartiere della Vieux Lyon, ovvero la città vecchia, che custodisce i maggiori monumenti della città, e un po’ più a nord a quello della Croix Rousse, noto perché un tempo ospitava numerose fabbriche di seta e le abitazioni dei canuts, gli artigiani che la lavoravano. 


La Croix Rousse è senza dubbio la zona della città che più mi ha affascinato. Innanzitutto è estremamente scenografica grazie alle lunghe e ripide scalinate che si arrampicano sul dorso delle colline lionesi. Non scoraggiatevi, la fatica per arrivare fin quassù vale la magnifica vista sulla città sottostante e comunque potete eventualmente ricorrere alla funicolare. Vi troverete così piacevolmente travolti da un quartiere giovane e vivace, pullulante di alternativi negozietti vintage, di street art e sede del mercato più noto e colorato della città. Un quartiere modaiolo e di tendenza che però conserva ancora la sua identità originaria a forte vocazione operaia e popolare. 


E proprio qui, ma anche nella Vieux Lyon, troverete i numerosissimi traboules, la vera peculiarità di Lione. Si tratta di caratteristici passaggi pedonali coperti che fungono da scorciatoie in quanto, attraversando corti di edifici privati, permettono il transito diretto da una via a un’altra. La loro origine risale al Medioevo, alcuni provengono dal Rinascimento ma la maggioranza è stata costruita nel XIX secolo per permettere ai tessitori di seta di trasportare la preziosa stoffa fuori dalle officine senza che si bagnasse in caso di maltempo. Nel corso della storia inoltre i traboules sono spesso serviti da rifugio durante guerre e rivolte. Rivestivano quindi funzioni puramente pratiche, ma col tempo ci si è adoperati per renderli, oltre che utilli, anche esteticamente gradevoli. Percorrendo oggi alcuni di questi passaggi potete infatti ammirare dei veri e propri gioielli architettonici. Esistono inoltre diversi tipi di traboules: ci sono quelli diretti che collegano due strade parallele dove dall’entrata è visibile l’uscita, quelli angolari che permettono di attraversare due edifici che fanno angolo accorciando le distanze, quelli a raggio con al centro un cortile dal quale si dipanano più accessi verso gli edifici circostanti. Essendo la città delimitata dai colli, diversi traboules comprendono delle scalinate – solitamente a chiocciola nella città vecchia, dritte nella Croix Rousse - che connettono strade separate da un forte dislivello.


Non tutti i traboules si possono però visitare, la maggioranza sono infatti spazi privati non accessibili al pubblico soprattutto di notte quando vengono chiusi per ragioni di sicurezza. Durante il giorno ne troverete però molti aperti e non è raro che un residente, notando un turista incuriosito o in difficoltà, vi dia le dritte giuste per scoprire alcuni traboules particolarmente nascosti che altrimenti non avreste mai scovato o addirittura si unisca a voi raccontandovi la storia del passaggio che state attraversando. Io e il maritozzo abbiamo avuto questo onore svariate volte! L’importante è dimostrarsi rispettosi, evitando di sporcare e di fare rumore. Se mai ce ne fosse bisogno, non mancheranno diversi cartelli a ricordarvelo.


Per concludere vi lascio - manco a dirlo - con una nota golosa. Lione è la capitale gastronomica della Francia. Non si contano i ristoranti di altissimo livello, stelle Michelin incluse, ma la tradizione culinaria lionese si basa su piatti semplici e sostanziosi, dai sapori ricchi e robusti, prevalentemente a base di carne. Per poter dire di aver davvero assaporato l’autentica cucina del posto dovete pasteggiare in una trattoria tipica, un bouchon, e fare una capatina in una delle tante pittoresche macellerie disseminate per la città. Tra le numerose prelibatezze gustate la mia preferenza assoluta va al Saucisson Lyonnais, un ciccioso cotechino avvolto da sofficissimo e burrosissimo pan brioche.



Che ve ne pare del mio tentativo di riproporlo per il cenone di San Silvestro? Gli amici dicono di aver apprezzato…

domenica 1 novembre 2015

THE PUB MAP: THE BANSHEE LABYRINTH - EDIMBURGO


Cari esploratori golosi, come avete trascorso la notte di Halloween? Io con una bella maratona horror addolcita dalla mia buonissima e profumatissima pumpkin pie.


Ormai questa spettrale festività di origine celtica è diffusa anche nel nostro Paese, ma, si sa, da sempre Halloween è particolarmente sentito nei paesi di origine anglosassone, dove viene spesso celebrato in maniera piuttosto evocativa. Sono certa che pure ad Edimburgo saranno stati in programma numerosi eventi in onore di spiritelli e affini, anche se a dire il vero non sarebbe stato necessario. Già da sé la magnifica capitale scozzese è avvolta in un aura misteriosa e spettrale che sprigiona una forte energia al tempo stesso seducente e inquietante. Saranno i suoi edifici antichi, le imponenti chiese dall’anima gotica e gli immancabili tenebrosi cimiteri che le circondano. Di certo lo sono anche le ripide strade acciottolate sulle quali non è difficile ancora oggi immaginare carrozze trainate da cavalli e ancor più i numerosissimi close e wynd, ovvero  i tetri vicoli e i bui anfratti che fitti si dipanano dal Royal Mile, l’elegante e suggestiva via principale della Old Town. Ed è proprio qui, tra questo intrico di cunicoli stretti e bassi, che si nasconde la Edimburgo sotterranea, il luogo più terrificante e infestato della città, fonte inesauribile di storie di fantasmi.  




Sempre nel cuore della città vecchia, a due passi dal Royal Mile e nelle immediate vicinanze del South Bridge le cui volte – la maggior parte delle quali murate a formare delle specie di cripte - risultano essere frequentemente colpite da manifestazioni oscure, si trova il mitico The Banshee Labyrinth, il pub più spiritato non solo della città ma perlomeno di tutta la Scozia.




Questo pub è assolutamente qualcosa di unico ed eccezionale nel suo genere. Vi dico solo che io e il maritozzo durante la nostra permanenza ad Edimburgo ci abbiamo fatto tappa ogni sacrosanta sera. Impossibile rinunciare a sorseggiare una birretta, vagando tra le sue sale e i cupi corridoi che le collegano. Già, la sua struttura a labirinto su più livelli nel classico stile della vecchia Edimburgo è una delle sue tante stravaganze. Ogni sala è dedicata ad una tipologia di intrattenimento diversa: c’è un cinema (!!!), uno spazio cabaret, una sala biliardo, diverse zone bar, il tutto per di più accompagnato da dell’ottima musica rock e metal, spesso suonata anche dal vivo. Insomma, un locale che ne contiene almeno altri cinque, a mo’ di matrioska! Al suo interno, dove regna un’atmosfera decisamente dark in perfetta sintonia con l’anima della città, potete trovare un vecchio strumento di tortura con il quale il maritozzo si è voluto far immortalare (a volte penso sia un peccato che non fosse più in funzione!) e soprattutto potreste imbattervi nei veri padroni di casa, coloro che risiedono in maniera permanente tra le spesse mura del pub…


Non vi auguro di trovarvi faccia a faccia o di udire il lamento straziante di una banshee, questo malinconico spirito femminile, seppur carico di fascino, ha infatti il triste compito di preannunciare a coloro a cui appare o che ne odono  il sonoro gemito la morte di un familiare. Potreste però avere piacere nel fare la conoscenza di Molly o di Ole Jock. La prima è lo spirito di una bambina di circa 5/6 anni, i cui resti furono probabilmente sepolti all’interno di un camino che un tempo occupava una delle sale del pub. La leggenda narra che, durante alcuni lavori di ristrutturazione all’interno dell’edificio, gli operai videro improvvisamente schizzare fuori dal suddetto camino, che erano intenti a murare, la scarpetta di una bimba. Lo spirito di Ole Jock occupa invece il bagno delle signore, che si diverte a importunare soprattutto se molto giovani e di bella presenza. Le donne che hanno subito attacchi fisici si contano sul palmo di una mano, ma pare che molte abbiano sentito l’ansimare del suo respiro sulla nuca o lo scalpitare dei suoi passi sul pavimento. Altre volte si fa notare sbattendo le porte e azionando gli asciugatori automatici per le mani. Io, pur essendo entrata  nel suo regno sola soletta senza alcun reale bisogno fisiologico ma spinta esclusivamente dalla curiosità di incontrarlo, non ho avuto alcuna testimonianza della sua presenza. Evidentemente non rientravo nel suo target!



Bene, sapete già cosa fare il 31 ottobre del prossimo anno. Le labirintiche viscere della vecchia Edimburgo dove il mistero aleggia nell’aria e il mitico The Banshee Labyrinth affollato da strane presenze senza pace sono il posto perfetto per trascorrere un halloween spaventoso!